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Sistemi di abbattimento emissioni in atmosfera: quali esistono

Scritto da Endress+Hauser | 23/01/2026

Il tema della riduzione delle emissioni ha assunto un'importanza strategica per ogni industria europea e, per raggiungere tale obiettivo, è necessario dotarsi di due tipologie di strumentazione

Da un lato, sono fondamentali sistemi di abbattimento che filtrino le emissioni e ne limitino l’impatto.

Ma dall’altro, non è possibile garantire che questo processo avvenga senza dispositivi di monitoraggio che forniscano dati utili e coerenti.

In questo articolo approfondiremo quali sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera esistono e come questi, lavorando in sintonia con una corretta infrastruttura di monitoraggio, permettono agli impianti di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

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Indice: 

- Sistemi di abbattimento del particolato
- Filtri di abbattimento degli inquinanti gassosi
- Il ruolo del monitoraggio nel ridurre le emissioni in atmosfera

Sistemi di abbattimento del particolato

Questa prima tipologia di sistemi di abbattimento comprende un’ampia gamma di strumenti che riducono le emissioni di particolato (PM) isolando le particelle solide o liquide (di dimensione non uniforme) dalle correnti gassose. 

Tra i filtri per l'abbattimento del particolato più comuni, troviamo:

  • filtri a maniche: questi filtri in tessuto funzionano da separatori di particelle all’interno di un flusso gassoso e intrappolano gli agenti inquinanti sulla loro superficie. Vengono applicati nell’industria metallurgica, o negli inceneritori, e risultano particolarmente efficaci quando i residui inquinanti contengono polveri molto fini.
  • filtri elettrostatici: sono dotati di piastre che separano le particelle dai fumi sfruttando la carica elettrostatica. Vengono applicati all’interno di processi che prevedono grandi volumi di fumi caldi, come nel caso delle centrali termiche.

  • cicloni e multicicloni: questi sistemi di abbattimento, attraverso la forza centrifuga, separano le particelle più pesanti (agenti inquinanti) dalle altre componenti del gas immesso, intrappolandole in una tramoggia di raccolta. Solitamente, questi dispositivi vengono impiegati in una fase di pre-abbattimento delle emissioni, all’interno di un processo che prevede l’uso di ulteriori filtri.

Filtri di abbattimento degli inquinanti gassosi

La seconda macro tipologia di sistemi di abbattimento delle emissioni raggruppa filtri che utilizzano reazioni chimiche per neutralizzare le molecole inquinanti disperse nei flussi di gas.

I filtri di abbattimento degli inquinanti gassosi vengono usati specialmente per combattere l’impatto inquinante di gas tossici come i COV (composti organici volatili), gli ossidi di zolfo e di azoto.

Tra i principali, troviamo:

  • torri scrubber. Neutralizzano i gas inquinanti attraverso liquidi reagenti che sciolgono le particelle dannose, rimuovendole così dal flusso gassoso.
  • filtri a carbone attivo. In questo caso, viene sfruttata la porosità del carbone (un materiale adsorbente) per legare le molecole inquinanti alla sua superficie.
  • sistemi di ossidazione termica. Tali sistemi vengono impiegati nei processi industriali che emettono molto COV e abbattono l’inquinante bruciandolo e convertendolo in composti inerti.
  • sistemi DeNOx. Queste tecnologie per l'abbattimento degli ossidi di azoto applicano la Riduzione Selettiva Catalitica (SCR) e la Riduzione Selettiva Non Catalitica (SNCR) per convertire gli ossidi di azoto in azoto molecolare e acqua. 

Il ruolo del monitoraggio nel ridurre le emissioni in atmosfera

Dotarsi di sistemi di abbattimento adeguati alle esigenze di un impianto è il primo passo per ridurre la propria impronta ambientale, ma l’impiego di filtri da solo non basta.

Se si vuole davvero massimizzare le prestazioni, è necessario anche misurare e regolare i sistemi di abbattimento.

Non è un caso, infatti, che le direttive in merito alla selezione dei sistemi di abbattimento sulla base delle performance raggiungibili (BAT) prevedano anche un regolamento relativo ai limiti sulla concentrazione di inquinanti nei camini di scarico.

L’ultima revisione della direttiva IED sulle emissioni industriali, per esempio, obbliga ogni impianto a fornire dati di monitoraggio accessibili al pubblico, spingendo i grandi impianti di combustione a gestire in maniera più efficiente l’impatto dei propri processi produttivi.

Ecco perché il secondo passo per ridurre le emissioni è dotarsi di dispositivi di monitoraggio dei gas che permettono di misurare il livello di emissioni per certificare che queste rimangano sotto la soglia prevista. 

In più, il monitoraggio delle prestazioni dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera con analizzatori rapidi e accurati offre grandi vantaggi in termini di riduzione degli inquinati emessi e dei costi di gestione.

Attraverso una supervisione costante dei dispositivi di monitoraggio, è possibile identificare in maniera predittiva scostamenti, guasti o eventuali anomalie prima che comportino problemi e aumenti improvvisi di sostanze inquinanti.  

In conclusione, sistemi di abbattimento e di monitoraggio devono lavorare in sinergia per assicurare agli impianti una riduzione efficace ed efficiente delle emissioni.

Laddove l'abbattimento riduce le sostanze inquinanti, il monitoraggio con analizzatori ne regola il corretto funzionamento e comproba l’effettiva riduzione dei livelli di emissioni.

 

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